La mononucleosi infettiva - Ne parla l'esperto

Chiamata anche febbre ganglionare di Pfeiffer o angina monocitica, è una malattia a carattere acuto che colpisce inanzitutto tutta l'infanzia e la prima giovinezza. E' contagiosa, caratterizzata da angina, febbre, linfoadenopatia, aumento dei mononucleati ematici e presenza del siero di agglutinine per le emazie di montone. L'etiologia non è ancora chiarita del tutto ma il mancato reperto di microorganismi coltivabili ed analizzabili al microscopio induce a sospettare una probabile origine virale.

E' una malattia ubiquitaria che si presenta, per lo più, in forma sporadica e solo talvolta epidermica soprattutto nelle comunità ospedaliere. Il contagio avviene di solito per contatto diretto attraverso l'inalazione di goccioline respiratorie. Il quadro clinico è piuttosto vario e comprende casi più gravi contrassegnati da febbre assai elevata e malessere profondo che si protraggono per diverse settimane.

L'esordio della malattia può essere improvviso o graduale con una sintomatologia del tutto simile ad altre malattie infettive (febbre, cefalea, nausera, anoressia, linfoadenopatia estesa, dolori addominali ed eruzioni cutanee). Sulla base delle comuni manifestazioni ematologiche, vale a dire l'aumento dei mononucleati atipici e la positività della prova di Paul e Brunnel che svela la presenza nel siero del malato di anticorpi eterofili capaci di agglutinare le emazie di montone come già detto; si schematizzano tre tipi clinici fondamentali sull'età colpita e sulla prevalenza di un dato sintomo sugli altri: l'angina monocitica, la cosidetta febbre ghiandolare dei bambini.

La terapia sarà aspecifica, giacché nessuno degli antibiotici noti è in grado di modificare l'andamento della malattia, nei casi più gravi è cosigliabile l'uso del cortisone o di ACTH.

Autore Nova
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