La Borragine - Ruvida ma buona

Tra le erbe selvatiche la borragine si distingue molto bene per via della peluria ispida che la ricopre e per gli inconfondibili fiori che nascono a gruppi sulla sommità della pianta, di un bel colore azzurro. La si può trovare dappertutto, perchè si autosemina facilmente e invade il luogo in cui nasce. Il suo nome deriva dal latino:borra, che indicava un tessuto di lana ruvida.

Nonostante il suo aspetto poco invitante, questa pianta è utile perchè contiene gli acidi grassi omega 6, necessari ad una corretta funzione cardiovascolare, oltre a calcio, potassio, vitamina C, mucillagini e fitoestrogeni. Questi favoriscono la produzione di latte materno, stimolano la produzione ormonale ed hanno influenza sullo sviluppo del seno.

L'infuso di fori è calmante della tosse ed espettorante, sudorifero e abbassa la febbre. La borragine inoltre regolarizza le funzioni delle ghiandole surrenali. Pare che abbia anche funzioni antidepressive, infatti i romani la mettevano nel vino per darsi allegria e i Celti per dare coraggio ai guerrieri. La parola celtica "borrach" significa "coraggio".

In cucina si può mangiare cruda mescolata ad altre erbe di campo, ha il sapore del cetriolo, oppure unsieme a formaggi freschi. Si può anche cucinare per minestre, risotti, torte salate, ripieni, frittate.

Attenzione però: essa contiene anche in piccole dosi un alcaloide chiamato pirrolizzidina che danneggia il fegato, per cui chi ha problemi in tal senso deve evitarla, inoltre è consigliato un uso moderato della pianta e si consiglia di usare solo le foglie giovani.

Autore gerrycaputo
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