La bilharziosi, una malattia tropicale da non sottovalutare

La bilharziosi è una malattia causata da un verme parassita, di cui esistono varie specie patogene, ciascuna delle quali predilige un particolare distretto dell'organismo, provocando in esso le lesioni caratteristiche.
Infatti, la bilharzia haematobium determina la bilharziosi intestinale e, la bilharzia mansoni quella vescicale.

Ma qualunque organo sia interessato il parassita infetta l'organismo ospite sempre nella stessa maniera. Esso penetra attraverso la cute sotto forma di larva, che poi evolve verso la sua forma adulta. Le femmine, accoppiatesi con i maschi, migrano nei capillari sanguigni per deporvi le uova; queste si sviluppano, producono una sostanza necrotizzante e si riversano, attraverso la breccia aperta, nel cavo vescicale o intestinale.

Le uova emesse all'esterno con le urine o con le feci, giungono attraverso acque di rifiuto a contatto con alcuni molluschi che le ingeriscono. In questi molluschi si completa il ciclo vitale del parassita che giunge alla fase di larva. A livello del punto di penetrazione compare un arrossamento che provoca prurito e orticaria. Inizia poi un periodo (dopo 2-3 settimane) in cui si manifestano i sintomi di ordine tossico generale, dovuti alla presenza del parassita.

La terapia si avvale validamente delle cure a base di antimonio per poter elimanare del tutto il parassita e le sue annesse uova, nell'organismo del paziente infetto.

Autore Nova
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