L'OLIO DI PALMA: è realmente nocivo?

L'olio di palma è realmente nocivo? Perchè viene largamente usato nell'industria alimentare? Ce lo spiega in questo video il Biologo Nutrizionista Paolo Paganelli. Ma vediamo più nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

L'olio di palma è un olio vegetale non idrogenato che si ricava da un arbusto chiamato Elaeis guineensis, una pianta originaria dell'Africa, oggi diffusa anche in Malesia ed Indonesia. Quando si parla di "olio di palma", bisognerebbe specificare la varietà, visto che ne esistono di tre differenti tipi: olio di palma grezzo, olio di palmisto ed olio di palma raffinato che, ovviamente, si diversificano tra loro a seconda dell'origine e della lavorazione a cui vengono sottoposti.

Quello che usano abitualmente le industrie alimentari, è l'olio di palma raffinato: oltre al basso costo, quest'olio, è in grado di raggiungere il punto di fumo molto più lentamente rispetto ad altri olii vegetali (sopra i 200°C  gli olii vegetali sviluppano sostanze che a grandi concentrazioni, sono genotossiche: mutano cioè il patrimonio genetico delle cellule). Dunque risulta essere il più adatto per la cottura e la conservazione dei cibi, dato che è in grado di resistere a fattori ambientali quali temperatura e luce.

Ma perchè viene demonizzato? L'unico motivo è per la quantità di grassi saturi in esso contenuti: purtroppo l'olio di palma e palmisto li ritroviamo un po' ovunque, e quindi si rischia di consumarne veramente una quantità eccessiva per accumulo: troppi grassi saturi, come sappiamo, fanno male ad arterie e cuore. In definitiva, è semplicemnete un grasso saturo di cui controllarne la quantità consumata.

Ma passiamo ora alla spiegazione in termini tecnici, del Biologo Nutrizionista Paolo Paganelli.

Autore laDany
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