Il trattamento percutaneo delle valvole cardiache

Per i pazienti con problemi cardiaci che non possono ricorrere alla chirurgia convenzionale, o che presentano condizioni cliniche o di comorbidità che fanno prevedere un rischio chirurgico elevato, oggi esiste un approccio innovativo. Si tratta del trattamento percutaneo delle valvole cardiache che ha notevolmente cambiato il modo di intendere e di intervenire in cardiologia. Grazie a questa nuova branca è possibile sottoporre a interventi soggetti che prima non potevano essere curati a causa dell'invasività delle operazioni: in particolare soggetti anziani e debilitati.

Ma quali sono i casi reali in cui si può intervenire con il trattamento percutaneo? Nel video il professore Corrado Tamburino, direttore dell'unità U.O.C. cardiologia con UTIC P.O. Ferrarotto di Catania, illustra le varie opportunità di questa nuova metodologia. Gli interventi vengono eseguiti grazie ad uno staff di lavoro ben collaudato composto da: Marco Barbanti, Maria Elena Di Salvo, Carmelo Grasso, Sebastiano Immè, Martina Patanè, Carmelo Sgroi, Claudia Tamburino.

La sostituzione valvolare aortica avviene in appena 4 minuti grazie all'esperienza dello staff che ha eseguito già oltre ottocento interventi di questo genere. A differenza dell'angioplastica coronarica, che allarga le arterie, o quella carotidea, che allarga l'arteria carotide, la nuova branca, attraverso i cateteri, cura le valvole e le pareti del cuore. Si tratta di una branca moderna e di altissima specialità che in Sicilia vanta come centro pilota quello dell'ospedale "Ferrarotto" di Catania dove opera il prof. Tamburino. Oltre a essere una validissima alternativa alla chiruigia tale trattamento è a basso rischio mortalità (0,6%), molto più basso di qualsiasi forma di cardiochirugia.

Autore daniele72
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