Il carciofo - Un vero rimedio per l'intestino e il fegato

E' un vero peccato che generalmente si usi cuocere il carciofo in una grande quantità d'acqua che poi viene buttata via, con tutti i sali minerali e le altre sostanze preziose che vi si trovano diluiti. E' quindi assai preferibile mangiare questo ortaggio crudo o variamente cucinato, se se ne vogliono conservare le proprietà che, come vedremo, sono fra le più interessanti.

Dal punto di vista dietetico, il carciofo è un alimento plastico, grazie alle sue sostanze azotate, è un alimento energetico, grazie al suo contenuto in carboidrati. Precisiamo che quest'ultimi sono rappresentati, in massima parte, dall'inulina e dai suoi derivati; i quali, per la loro facoltà di non aumentare la glicemia, possono essere assimilati dai diabetici.

Il carciofo, tonico della cellula epatica, stimolando il fegato, esalta la funzione antitossica. Il suo uso prolungato porta a un abbassamento del tasso dell'urea della colesterina nel sangue. Data la sua azione benefica sul fegato e sui reni, il carciofo contribuisce a purificare il sangue e a fortificare il cuore. E' utile per combattere le insufficienze epatiche e renali, ostruzioni o congestioni del fegato, calcoli, intossicazioni, disturbi circolatori. Le donne devono evitarlo durante l'allattamento, perché diminuisce la secrezione lattea.

Grazie alla vitamina A e B, il carciofo favorisce l'assimilazione del cibo, ristabilisce l'equilibrio nervoso e ha azione benefica sulle ghiandole endocrine. E' senza dubbio la presenza della vitamina A che, combinata con le sostanze stimolanti la funzione del fegato, fa del carciofo un rimedio contro le infezioni intestinali.

Autore Nova
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