Ibernazione e crioconservazione: è possibile risvegliarsi fra 300 anni?

In questo interessante video il ricercatore bolognese Matteo Cerri fa chiarezza sull'argomento.

Nelle settimane scorse si è parlato molto della ragazzina 'ibernata' in attesa di cure mediche ad oggi non disponibili: in realtà si è confuso il concetto di ibernazione, ovvero sospensione della vita, chiamata letargo nel regno animale, con quello di crio-conservazione che è invece è soltanto una tecnica di conservazione del cadavere.

L'ibernazione è uno stato, caratteristico di alcuni animali (come orsi, alcuni rettili, pipistrelli) in cui le funzioni metaboliche sono ridotte al minimo e la temperatura corporea si abbassa, in alcune specie, anche a temperature prossime o poco sotto a 0°C.

Lo studio del ricercatore italiano Matteo Cerri si occupa di indurre l'ibernazione in animali che normalmente non vanno in letargo: le applicazioni future sono di enorme portata, basti pensare ai viaggi interplanetari in cui l'uomo dovrebbe vivere in una capsula di pochi metri cubi per mesi/anni, in questo modo si potrebbe ibernare gli astronauti durante il tragitto.

In chirurgia, tecniche particolari di ibernazione, sono usate sin dalla metà del '900, al fine di abbassare temperatura corporea e battito cardiaco per eseguire interventi sui grandi vasi e al cervello.

La crioconservazione, ad oggi, è in realtà una tecnica molto diversa che si occupa di conservare il cadavere, senza danneggiarlo, per un lungo periodo di tempo, ma è eseguito esclusivamente su individui morti:

in estrema sintesi consiste nel rimuovere il sangue, sostituirlo con una soluzione fisiologica addizionata con sostanze antigelo, in modo di non danneggiare le cellule con i cristalli di ghiaccio, quindi congelare il corpo, rapidamente, con l'azoto liquido.

La speranza è quella che, tra decine o centinaia di anni, si inventi una tecnica letteralmente in grado di 'resuscitare' il cadavere, conservato in buono stato.

Una importante scoperta, che in un lontano futuro potrà cambiare radicalmente la crio-conservazione, è la vetrificazione:

sì è sperimentalmente dimostrato che con apposite sostanze vetrificanti e poi congelandole, si portano le cellule viventi in uno stato di crioconservazione col quale si potrebbe conservare la vita in uno stato sospeso: qualcosa di molto simile ai 'tubi crionici' che abbiamo imparato a conoscere con la fantascienza.

Autore vesalio
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