Ecco le ragioni di chi dice no ai vaccini obbligatori

Il problema dei vaccini è molto discusso, con convintissime argomentazioni sia pro che contro. L'animosità è comprensibile, visto che si tratta della salute dei nostri figli.

Quando un bambino nasce ha nel suo sangue, ereditati dalla madre, un certo numero di anticorpi che lo mette al ripararo da quelle malattie delle quali ha sofferto la madre. La ragione di questo è duplice: da una parte si suppone che il bambino nasca nello stesso ambiente in cui ha vissuto la madre (le nascite in ospedale hanno iniziato ad essere popolari solo negli anni '60) e quindi esposto agli stesi fattori infettivi che hanno colpito la madre; dall'altra il sistema immunologico del neonato è ancora troppo rudimentale e gli servono delle difese "precostituite" per sovravvivere all'ambiente esterno al grembo della madre.

Una volta uscito dal grembo, però, questi anticorpi ereditati dalla madre hanno vita più o meno breve e lasciano il piccolo esposto alle infezioni anche quelle più comuni, protetto solo dal proprio rudimentale sistema immunitario. In questa fase è sempre stato necessario vaccinare i bambini per poter costruire un sistema di difesa interno contro le malattie più comuni ed infettive, che per secoli hanno decimato o menomato intere generazioni, come la polio, la TBC, il vaiolo.

Purtroppo ogni vaccino, così ogni medicina, ha le sue controindicazioni ed in particolari situazioni (ad esempio un vaccino fatto in un periodo di debolezza del sistema immunitario per una pre-esistente infezione già in atto) possono essere anche serie. Ma se andiamo a calcolare l'entità e la frequenza, la probabilità di queste controindicazioni (che possono anche essere letali), le loro conseguenze sono del tuttto trascurabili rispetto ai vantaggi che i vaccini apportano alla totalità dei bambini vaccinati.

Certamente può essere pesante la situazione della famiglia di un bimbo che abbia avuto una reazione avversa ad un vaccino, ma dall'altra parte bisogna fare i conti con le conseguenze che possono avere i bambini non vaccinati: ammalarsi anche in età adulta con patogeni infettivi che possono provocare serie conseguenze sulla qualità della vita se non essere letali. A causa della facilità con cui si può viaggiare da un continente all'altro, certi agenti patogeni, come quello della TBC, che sembravano spariti dall'Italia, ora sono comuni e provocano ricoveri quotidiani nei nostri ospedali di adulti non vaccinati da piccoli. Così come la vacirella, la rosolia (che nelle donne può provocare l'aborto), scarlattina, pertosse...

Autore ellebi
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