Dislessia - Tutto quello che c'è da sapere

In questo video viene spiegato il significato della Dislessia. Circolazione nervosa nel cervello: la circolazione nervosa che avviene nel cervello, permette di collegare tutte le aree, in particolare: vista, udito, ricordo, pensiero, lettura e scrittura, ma a volte, qualche piccolo collegamento funziona in modo diverso. Può capitare che tra l'area della visione e quella del linguaggio, i dati vengono trasmessi più debolmente. Il risultato è una certa difficoltà nel leggere correttamente un testo: è la dislessia.

Cause e aiuti per ragazzi dislessici: famosi personaggi sono stati dislessici, oggi si sono capite meglio le sue cause e le possibilità di aiutare i ragazzi che a scuola possono avere dei problemi, più o meno seri. La dislessia è una difficoltà ad associare a immagini e simboli, il corrispondente suono o parola e può manifestarsi con intensità molto diverse. Mettere in relazione delle sagome di oggetti con le parole, può richiedere qualche frazione di secondo in più rispetto a quanto ne occorre a un non dislessico, ma la differenza è talmente minima che in genere passa inosservata. Nella lettura, il problema emerge molto più facilmente, perché leggere, obbliga ad associare in modo preciso e rapidissimo, moltissimi simboli e suoni. Centri studio della dislessia: a Milano, all'Università Bicocca, in collaborazione con l'ospedale Niguarda, si studia cosa c'è all'origine della dislessia. Sicuramente presenta delle basi neurologiche: mentre in alcuni soggetti le aree visive sono in stretta comunicazione con le aree del linguaggio, durante la lettura, queste comunicazioni si rivelano difficili nei soggetti con dislessia. Grazie alla risonanza magnetica, i ricercatori della Bicocca e del servizio di neuroradiologia del Niguarda, possono visualizzare cosa avviene nel cervelloni chi legge.

Zone del cervello che interessano la lettura: nel video viene mostrato un cervello umano e ciò che si visualizza è principalmente la zona posteriore e inferiore della corteccia temporale e occipitale. Le parole corrispondenti a cose o azioni vengono invece recuperate nella regione frontale sinistra. Quando si associa un simbolo a un suono, anche non ad alta voce, queste due aree vengono messe in contatto, grazie a specifici circuiti cerebrali. Se però a leggere è una persona dislessica, le vie normali non possono essere attivate e per compensare questo difetto, vengono mobilitate altre regioni del cervello, grazie alle quali è comunque possibile riuscire nella lettura, anche se con maggiore difficoltà. Con il passare del tempo e con la pratica, i bambini con dislessia, imparano a riconoscere non più le singole lettere ma l'intera parola, magari aiutandosi scandendo prima le lettere iniziali. Il senso logico fornisce un altro appoggio, perché se ho letto la frase: "sto tornando a", l'ultima parola sarà probabilmente "casa" piuttosto che "cane". Anche i bambini non dislessici, imparano a leggere compiendo lo stesso percorso, solo che fanno meno fatica e impiegano meno tempo.

Dislessia e i suoi aspetti variabili: la dislessia si manifesta in modo variabile, da impercettibile a molto marcata. Anche la lingua usata dalla persona dislessica ha un ruolo fondamentale, nel far emergere il disturbo. Si calcola ad esempio che in Italia, la dislessia si evidente in quattro o cinque persone su cento, invece nei paesi anglosassoni, la percentuale è quasi doppia. Questo avviene perché l'italiano ha un'ortografia semplice e le parole suonano più o meno come la successione delle lettere che le compongono. Ad esempio per la parola "barca" in inglese, al contrario, questa associazione è praticamente inesistente. La parola "yacht" ad esempio si legge "yòt" che è un suono completamente imprevedibile se si osserva il modo in cui è scritta che suonerebbe "yàct".

Personaggio famoso dislessico: la dislessia non ha nulla a che fare con quello che noi chiamiamo intelligenza. La lampadina è uno degli oggetti che dobbiamo al genio di una persona dislessica: Thomas Edison, forse il più prolifico inventore dell'epoca moderna.

Durata della dislessia e relativa diagnosi: la dislessia è una condizione che resta per tutta la vita, i suoi aspetti però, possono essere ridotti al minimo. L'importante è che venga individuata presto e in modo preciso. I primi ad accorgersi del problema, di solito, sono gli insegnanti della scuola elementare, ma la diagnosi deve essere fatta però da un neuropsicologo. Agli studenti dislessici è stato riconosciuto, per legge, il diritto a più tempo per svolgere i compiti che includono la lettura.

Autore liviana
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