Carni rosse e lavorate: 10 consigli per minimizzare i rischi

Recentemente l' Organizzazione Mondiale della Sanità ha preso la decisione di inserire le carni rosse e quelle lavorate nell'elenco degli alimenti potenzialmente pericolosi per il nostro organismo perché il loro eccessivo consumo potrebbe provocare il tumore al colon.

In verità questa informazione era già nota ma ciò che ha destato scalpore provocando ansia e frustrazione nei consumatori abituali di carne è stato il paragonare gli effetti nocivi del fumo di sigarette con quelli delle carni rosse e lavorate.

La diffusione di tale notizia ha scatenato allarmismi in quanto i consumatori non sanno più cosa mangiare perché ogni prodotto alimentare può avere delle controindicazioni.

In questo video il nutrizionista Stefano Vendrame spiega quali siano le molteplici cause che possono rendere cancerogene le carni rosse e lavorate e soprattutto fornisce consigli su come limitarne gli effetti potenzialmente pericolosi.

Tra le cause annoverate da Vendrame è da sottolineare quella secondo la quale una dieta ricca di carne e insaccati ma povera di frutta e verdura può provocare dei danni al nostro organismo perché nell'intestino si crea una microflora putrefativa altamente tossica per il nostro intestino.
Inoltre anche la cottura della carne sulla piastra o per affumicatura, che avviene ad elevate temperature, può renderla cancerogena.

Nonostante tutto, il nutrizionista non esclude totalmente il consumo di questi alimenti ma fornisce dei consigli su un loro consumo intelligente che sintetizza in dieci punti.

Sostanzialmente Vendrame consiglia di ridurre il consumo di carne rosse, lavorate e di insaccati e, cosa fondamentale, consiglia di consumare questi prodotti con dei contorni a base di verdure crude o cotte in quanto tali vegetali, come pure la frutta che non deve mai mancare, sono in grado di contrastare la maggior parte degli effetti nocivi causati dagli alimenti incriminati.
Autore pat7973
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