Artrosi del ginocchio - Diagnosi cure e interventi

L'artrosi del ginocchio o gonoartrosi, è una malattia cronica e degenerativa che, colpisce gli anziani ma non risparmia alcuni giovani. Viene danneggiata la cartilagine, la quale riveste le estremità ossee di femore e tibia, avente la funzione di diminuire gli attriti e i problemi di usura. Questo tessuto connettivo, con la funzione di cuscinetto all'interno dell'articolazione, sollecitato da microtraumi, gradualmente si consuma. Ne deriva che il suo assottigliamento è causa di dolore oltre che di gonfiore, per il sostenuto versamento di liquido sinoviale, che limita parecchio i movimenti.

Nell'acuirsi della patologia dovuta all'infiammazione in atto, il ginocchio mette in moto dei meccanismi naturali difensivi, dove le stesse ossa cercano di adattarsi, formando degli speroni detti: osteofiti. Tutti questi indesiderati effetti protratti nel tempo, danno un aspetto globoso all'articolazione per l'ispessimento della capsula articolare, mentre i muscoli della coscia si ritraggono, fino a determinare un ginocchio rigido, flesso e curvo. Pure i legamenti subiscono danni, il che suscita sensazioni di cedimento, rendendo instabile l'area interessata. In conclusione è definita una vera e propria usura.

Le cause classificate sono due, denominate primitiva secondaria. Quelle più comuni sono le deformità scheletriche, le fratture, le infezioni mentre altre volte sono le malattie dismetaboliche come il diabete a generare l'artrosi del ginocchio, che è riscontrato sopratutto nel genere femminile. Da considerare inoltre che il primo fattore di rischio è il sovrappeso, in seconda battuta alcune attività lavorative, il sovraccarico sportivo, la predisposizione genetica ed il cattivo allineamento del ginocchio. Una diagnosi precoce ed efficace, attraverso una radiografia è consigliata all'insorgere di uno stato doloroso che in fase avanzata, porta il paziente a destarsi anche in fase di riposo durante la notte.

La migliore soluzione, è la sostituzione dell'articolazione danneggiata con una protesi artificiale, non prima però di aver effettuato le opportune valutazioni da parte dello specialista. Un intervento in artroscopia, può rallentare l'innesto della protesi, andando con la pulizia a rimuovere elementi che causano attrito. La terapia farmacologica invece, avendo una funzione solo di supporto, si limita ad alleviare la sintomatologia mentre le iniezioni di acido ialuronico, sono consigliate come azione lubrificante e protettiva della cartilagine nei primi stadi della malattia.In ultimo, per i pazienti più giovani ( sotto i trenta/quaranta anni) il futuro, sembra sorridere, riservando tecniche di cura definitiva all'avanguardia, come il trapianto di controciti o di cellule staminali.

Autore antotan
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